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Arte – Il cimitero monumentale di Staglieno. Uno straordinario museo di scultura all’aperto, “ponte” tra Genova e il mondo

Caterina Olcese Spingardi

Il cimitero monumentale di Staglieno

Uno straordinario museo di scultura all’aperto, “ponte” tra Genova e il mondo

Dotato di un patrimonio di opere d’arte unico per qualità e quantità, il cimitero monumentale di Staglieno è noto fin dalle sue origini. Lo attesta l’ammirazione di molti illustri viaggiatori: è il caso di Mark Twain, Friedrick Nietzsche, Anton Čechov, Edgar Lee Masters, Marina Cvetaeva ed Evelyn Vaugh, per citarne alcuni.

Struttura tardo neoclassica – un quadrilatero porticato, dominato da una cappella, il Pantheon, fiancheggiata da due loggiati aperti – cui furono aggiunti un romantico boschetto “all’inglese” e altre gallerie, dal secondo Ottocento ai primi decenni del Novecento esso fu infatti il maggiore cantiere della scultura ligure e la principale attrazione turistica cittadina.

La coincidenza con l’ascesa economica e sociale di una classe imprenditoriale e finanziaria borghese ricca e ambiziosa lo ha reso uno dei luoghi funerari del mondo a più alta “densità monumentale”: uno straordinario “museo di scultura all’aperto”. A partire dal 1851, monumenti, nei porticati, ed edicole, lungo i viali sinuosi della parte paesistica, hanno tradotto in suggestive immagini gli ideali del tempo: famiglia, lavoro, progresso scientifico, successo economico, beneficenza, religione…

Evoluzione e varietà dei linguaggi della scultura vi sono ampiamente rappresentate, a partire dal classicismo, in auge negli anni Cinquanta e Sessanta, con aperture al naturalismo romantico.

L’epoca più fortunata della storia del cimitero è tuttavia quella del realismo, degli anni Settanta e Ottanta: brani di realtà, minuziosamente descritti nei dettagli e arricchiti da inedite simbologie mutuate dallo sviluppo economico di cui Genova era teatro.

Nella successiva stagione simbolista e liberty, tra Otto e Novecento, si diffusero invece raffigurazioni in cui si coniugano sensualità e mistero, con citazioni colte, da Michelangelo a Rodin.

Molti monumenti furono modelli esportati con successo oltre i confini nazionali, in Europa e nelle Americhe, specie nel centro e sud di quel continente, in parallelo al ruolo svolto allora dal porto della città, primo in Italia per flusso migratorio e non solo.

Dopo la prima guerra mondiale si manifestarono altri cambiamenti, nell’adozione di raffinate stilizzazioni, talvolta con esiti drammatici ed espressionisti.

Staglieno conserva pure importanti memorie storiche: la collocazione delle spoglie di Giuseppe Mazzini e di altri protagonisti della vicenda risorgimentale, come Nino Bixio e Michele Novaro, autore della musica dell’inno nazionale, giocò infatti un ruolo fondamentale per la fama del cimitero, a lungo meta di pellegrinaggi dall’Italia e dal mondo.

Caterina Olcese Spingardi

Storico dell’arte presso il Ministero della Cultura – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Genova, tra gli incarichi di tutela si occupa dei cimiteri della stessa città, e in particolare di quello monumentale di Staglieno.

Specialista dell’Otto e Novecento, i suoi studi sono anzitutto incentrati su scultura e architettura, oltre che su committenza, collezionismo e istituzioni culturali a Genova e in Liguria, temi ai quali ha dedicato Dottorato di Ricerca (conseguito a Milano), post-Dottorato e tesi di Specializzazione.

All’Università di Genova ha insegnato presso la Facoltà di Architettura e a lungo ha collaborato con l’insegnamento di Storia dell’arte contemporanea della Facoltà di Lettere; è stata ed è tuttora docente presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Ha lavorato alla realizzazione di molte esposizioni: oltre alla partecipazione a numerosi comitati scientifici, si ricordano in particolare le mostre genovesi Ottocento in salotto. Cultura, vita privata e affari tra Genova e Napoli (2006); Da Rodin a D’Annunzio. Un monumento ai Mille per Quarto (2009); Santo Varni (1807-1885). Una donazione per Genova (2011-2012) e Mogano, Ebano, Oro. Interni d’arte a Genova nell’Ottocento da Peters al Liberty, (2020), delle quali è stata ideatrice e curatrice.

Ha al suo attivo circa 150 pubblicazioni scientifiche.

Conferenza virtuale tramite Zoom: https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN__4S-Fv13Qv-i9CiS3490ow

 

 

  • Organizzato da: Istituto Italiano di Cultura di Lima
  • In collaborazione con: Red Iberoamericana de Cementerios Patrimoniales